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Rassegna stampa 2014
Di seguito gli articoli (scaricabili in formato pdf) apparsi durante il 2014 sul borgo di Cervo
06-05-15
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  • 30 05 2014 UNO SGUARDO SUL MONDO TAA205.pdf
  • 10 06 2014 pegasonews info.pdf
  • 11 06 2014 pegasonews info.pdf
  • 23 06 2014 turismo attualita it.pdf
  • 24 06 2014 La Stampa IM.pdf
  • 25 06 2014 TorinoSette.pdf
  • 01 07 2014 CAMPERLIFE.pdf
  • 01 07 2014 VitainCamper.pdf
  • 02 07 2014 pegasonews info.pdf
  • 04 07 2014 buonviaggioitalia it.pdf
  • 07 07 2014 mentelocale it.pdf
  • 08 07 2014 IlSecoloXIX ed Im.pdf
  • 09 07 2014 Latitudeslife com.pdf
  • 09 07 2014 Liberoquotidiano it.pdf
  • 10 07 2014 quotidianonazionale net.pdf
  • 10 07 2014 viaggilife it.pdf
  • 11 07 2014 Il Secolo ed Imperia Sanremo.pdf
  • 11 07 2014 imperiapost it.pdf
  • 11 07 2014 mondointasca org.pdf
  • 11 07 2014 sanremonews it 2.pdf
  • 11 07 2014 sanremonews it.pdf
  • 11 07 2014 viagginews com.pdf
  • 12 07 2014 Gioia.pdf
  • 16 07 2014 il Giornale ed Milano.pdf
  • 16 07 2014 it newshub org.pdf
  • 16 07 204 ilgiornale it.pdf
  • 23 07 2014 www ivg it.pdf
  • 23 07 2014 IlSecoloXIX ed Im.pdf
  • 23 07 2014 www sanremonews it.pdf
  • 24 07 2014 ilnazionale it.pdf
  • 24 07 2014 sanremonews it.pdf
  • 25 07 2014 turismoitalianews it.pdf
  • 28 07 2014 SANREMONEWS IT 2.pdf
  • 28 07 2014 sanremonews it.pdf
  • 28 07 2014 www ilnazionale it.pdf
  • 28 07 2014 www ivg it.pdf
  • 31 07 2014 Espansione.pdf
  • 31 07 2014 Espresso.pdf
  • 01 08 2014SanremoNews pipdfweb 42390822.pdf
  • 01 08 2014 Il Secolo XIX Imp.pdf
  • 01 08 2014 Torino7.pdf
  • 07 08 2014 ILNAZIONALE IT.pdf
  • 07 08 2014 sanremonews it.pdf
  • 08 08 2014 vacanzeliguria it.pdf
  • 08 08 2014 ilsole24ore com.pdf
  • 14 08 2014 ilSecoloXIX Ed Sanremo Imperia.pdf
  • 14 08 2014 ilSecoloXIX Sanremo.pdf
  • 19 08 2014 La Stampa IM.pdf
  • 19 08 2014 radioasti it.pdf
  • 19 08 2014 sanremonews it.pdf
  • 20 08 2014 riviera24 it.pdf
  • 21 08 2014 ilSecoloXIX ed IM.pdf
  • 27 08 2014 il Secolo XIX.pdf
  • 27 08 2014 sanremonews it.pdf
  • 29 08 2014 mentelocale it.pdf
  • 29 08 2014 SANREMONEWS it.pdf
  • 07 09 2014 Il nostro tempo.pdf
Cervo - Petrocchi e i segreti del Premio Strega
Articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa del 16/01/2015
21-01-15
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Un weekend con i pescatori di corallo: gita a Cervo.
di Francesca Bertha
Articolo pubblicato su community.cosmopolitan, community.donnamoderna, ontheroadinitaly, viaggiscoop, viaggimiraggi e lonelyplanetitalia
Cervo e il mare
di Franco Ferrero
Forse, meglio sarebbe dire non `Cervo e il mare`, ma `Cervo è il mare”.

quadro di Pius Piazzolo
Cos`altro è infatti questo borgo di naviganti se non un veliero pronto al varo, un alato veliero di pietra morsa dal salino, che dall`alto spiega la vela barocca della Chiesa dei Corallini puntando deciso al mare aperto?
Cervo è nata alle onde frangenti alla risacca sotto le frustate del libeccio, è nata dalla iridescente spuma del mare volata quassù secolo dopo secolo a modellare pazientemente ogni roccia finché il sogno non si è completamente realizzato; perché questo è Cervo: un sogno fatto di pietra e acqua di mare.
E l`Uomo.
L`uomo di allora, quello dei secoli e millenni di fatica e avventura sui mari di tutto il mondo, forte di una fede dall`aspro sapore di sale, ricco della straordinaria epopea dei pescatori di corallo, che per secoli da qui sono partiti ogni primavera per sfidare a viso aperto i rischi del mare e le feluche dei `Turchi`, così come a mani nude ha affrontato e vinto gli Oceani di tutto il mondo.
Da sempre Cervo ha visto i suoi figli andare per mare, e si può ben dire che non esista qui casa in cui almeno uno degli uomini non sia stato, o sia tuttora, navigante; pescatore, nostromo, capitano o marinaio sui fragili barchi a vela che li promossero Caphornier sui mari dall`altra parte della terra; per tutto corredo `sacco e branda”, e via per la grande avventura.
Di loro restano qui struggenti memorie, segretamente racchiuse in modellini di velieri che stanno ora pudicamente seminascosti nel salotto buono a raccontare a chi sa ascoltare di tempi e uomini che non tornano piĂą.
Quella, quella era `gente di mare`.
E per quei naviganti, al ritorno a terra altra casa non poteva esserci se non casa fatta dal mare in un borgo che sa tutto di salino, dove case appruate alzano ancor oggi dai loro terrazzi trinchetti e pennoni nell`ansia di correre incontro al mare che le aspetta lì sotto, che basta una bava di vento perché sembri volerne percorrere spumeggiando gli ombrosi carrugi come sangue ribollente nelle vene.

Un sogno chiamato Cervo fatto di memorie, speranze, di vento, di vele sotto le stelle, di albatros alti nel cielo, di aspra pietra che l`onda ha nel tempo amorosamente polito in un amplesso perennemente rinnovato di murmuri carezze al chiaro di luna, di frementi alla brezza squarci di spuma, di sensuali languori estivi, di possenti marosi reiteranti all`infinito un possesso cui Cervo tutta si abbandona: Cervo è tutta del suo mare, Cervo è il mare.
Sotto la luna - di Stefano Pezzini
LA STAMPA - 27-08-2005
Il mare malandrino e il fascino dei vicoli nella pigna di Cervo.
Anche senza la luna emana fascino. E che fascino.
Certo, per cercare di conquistarla qui, magari a metĂ  pomeriggio, magari dopo aver pranzato in uno dei suoi famosi ristoranti che hanno la terrazza dove se allunghi la mano prendi il mare, devi avere un fisico allenato. Di stradine piane nemmeno l`ombra, tutti vicoli e crose in salita. Ma che suggestione, che panorami mozzafiato!
Cervo, una pigna che domina il golfo, è così, un gioiello difficile da conquistare per un fisico non allenato ma che aiuta, e quanto, nella conquista. Dall`Aurelia sembra non esistere. Poi, al termine dei tornanti che arrivano alla sommità del borgo, si entra.
I vicoli sono fessure che fanno aprire le squame della pigna. Le piazzette sono i pinoli, frutti duri da aprire ma squisiti una volta mangiati. Lei ne rimarrà incantata. Il consiglio è quello di arrivare, scoperta dopo scoperta, alla piazza della chiesa, quel sagrato dei Corallini reso famoso dalla stagione musicale. Anche di giorno, senza nessun virtuoso di violino o pianoforte, nell`aria vagano note dolcissime e celestiali. Per chi le sa ascoltare, ovviamente.
E per farlo bisogna essere in due e avere il cuore disponibile all`innamoramento.
Il sole comincia a calare, la luna, quella luna malandrina della Liguria vera, sta salendo. Sogno d`amore o amore da sogno si confondono tra freschi effluvi di basilico e odor di salsedine che sale dal mare.
E` Cervo, bellezza.
  • Tramonto tra i carrugi di Cervo
    Tramonto tra i carrugi di Cervo
ITINERARI E LUOGHI - supplemento `Scoprire` marzo 2008 -
Note e salsedine
Leggi il servizio pubblicato sul supplemento `Scoprire` di marzo 2008 della rivista `Itinerai e Luoghi`
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  • Itinerari e luoghi - Note e salsedine
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La Liguria senza cemento
Le meraviglie di Cervo, piccolo borgo antico in riva al mare
di Pietro Citati - da `La Repubblica` del 11-03-2006
Ho passato molte estati della mia vita in un bellissimo paese della Riviera Ligure occidentale. E le rare volte in cui penso al mio passato, mi accorgo che è l`unico luogo che conservo, intero o quasi intero, nella mente.

Il paese risale all`undicesimo secolo: quando ero ragazzo, conservava il suo profumo medioevale. Strade che risalivano ripidissime, interrotte da fitti gradini: vicoli, vicoli e vicoli, portici, gallerie, sottopassaggi, archetti e arconi, case che aprivano le persiane nelle persiane della casa di fronte, antiche fontane, davanti alle quali le donne facevano conversazione dalle otto alle dodici di ogni giorno, grosse sbarre di ferro che salvaguardavano i muri contro il terremoto. Ogni tanto, una panchina permetteva agli anziani da riprendere fiato: mentre i bambini correvano follemente, risalendo in quattro minuti tutto il paese, presi dalla gioia e dall`ebbrezza della salita.
Il paese sapeva di pietra: salvo i luoghi dove innumerevoli gatti semiselvaggi alzavano la coda, spiavano, si intrufolavano, si azzuffavano, si contendevano furiosamente i resti del pesce abbandonati per loro nell`angolo di un giardino.
Nella parte alta di Cervo, durante le giornate limpide, si scorgeva dal vasto sagrato l`ombra tenue della Corsica. A metà del sagrato, c`era una scalinata grandiosa come quelle di Roma secentesca. E lì sopra una chiesa barocco-rococò, con la facciata concava e un intreccio di frontoni, statue, stucchi, finestre, colonne, pilastri, che sembrava lavorata a mano da una ricamatrice laboriosa, mostrava le pallide creme dei suoi rosa e dei suoi verdini.
Fino agli inizi del Settecento, il paese era assalito dai pirati saraceni: forse gli stessi che nel medesimo periodo arrivarono fino alle coste dell`Islanda. Dappertutto furono costruite torri e torrette, che annunciavano con messaggi di fuoco l`arrivo dei pirati e preparavano le difese.
Una di queste torri era diventata la terrazza di casa mia. Sulla facciata della casa, un modesto pittore di Porto Maurizio aveva effigiato, all`interno di una finestra cieca, un pirata barbaresco che stringeva tra le braccia una timida vergine ligure.
Oggi i colori dell`affresco sono quasi cancellati, come se tutto fosse scomparso: i pirati, le difese, le flottiglie dei pescatori di corallo, e la storia di Cervo Ligure, che in quel tempo era così attiva, ricca e vivace.
Non parlerei di Cervo Ligure, se non fosse, per me, il paese dove ho scoperto i `nomi”. Tutte le cose avevano un nome: ogni casa, ogni vicolo, ogni fontana, ogni giardino, ogni piccolo orto, uno slargo, un ciuffo di ulivi o di carrubi, le magre colline dove gli antichi capitani di mare coltivavano il pomodoro e il basilico, e nella pianura le serre con le primizie e i fiori.
Soprattutto, avevano un nome le spiagge. In fondo al paese c`era il `Pilun”, una spiaggia di sassi quasi rotondi, suddivisa in nomi ulteriori. Nella `Mainetta”, al riparo di una grande roccia rossastra, facevano il bagno i bambini di due o tre anni. Dopo i sei o i sette anni si avventuravano al largo. Scivolavano presso uno scoglio di erbe e di alghe, la `Pulce”, e presso il `Cascìn”, del quale non riesco a ricordare niente.
La meta era la `Ciappa”, uno scoglio sottomarino a trenta o quaranta metri da riva, che dava l`impressione di stare sempre per uscire dalla superficie del mare. I bambini raggiungevano la `Ciappa”: posavano i piedi sopra un foltissimo tappeto di alghe, e di lì salutavano trionfalmente la madre e i fratelli rimasti a riva. Chi aveva posato i piedi sopra la `Ciappa”, apparteneva già al mondo dei veri nuotatori.
Verso oriente, il `Porteghetto” distendeva le sue lastre rossastre, spaccate in due da un`insenatura: di lì si gettavano in acqua i virtuosi dei tuffi. Era il luogo dell`orgoglio virile e dell`esibizione.
Quattrocento metri più avanti, discendevano le scogliere grigie delle `Ciappellette”, circondate da decine di piccoli scogli, pieni di patelle, di granchi e specialmente di grossi granchi pelosi chiamati `fangulle”. Lì la pesca diventava la caccia. Con un coltello o un robusto filo di ferro tra i denti, i ragazzi salivano le rocce, si insinuavano tra gli scogli, balzavano da una pietra all`altra. Avevano una meta: le fessure dove si nascondevano le `fangulle”. In fondo alle fessure, si intravedevano il pelo, gli occhi loschi e brillanti, le grosse chele che attendevano, semiaperte, una preda invisibile. Bisognava tirarle fuori col fil di ferro, inseguirle se fuggivano in un altro nascondiglio, scovarle e riscovarle, o colpire all`improvviso con uno spietato colpo di coltello.
Ora che penso a quell`infinito intrico di nomi, a volte non riesco a ricordarli, li confondo e non so cosa darei per ricordare il vero nome di una macchia e di un sasso. Chi aveva inventato quei nomi, non voleva certo appropriarsi della natura, marchiandola con un segno umano. Allora tutti sapevano che gli alberi e gli orti e le fontane e le spiagge erano `individui”, e nascevano, vivevano e morivano obbedendo alla propria identità e al proprio nome. Nessuno cercava di abolire queste identità: una pianta di fichi fiore o di fichi `brigiassotti” aveva quasi il carattere individuale di un essere umano, e andava preservata con attenzione. Il bello dell`esistenza era proprio questo. L`universo era gremitissimo di creature viventi, tutte diversissime tra loro, e noi, uomini, portavamo soltanto una piccola parte dei nomi del mondo. Giravamo, guardavamo, ci intrufolavamo tra le creature: qualche volta le uccidevamo o ci perdevamo nel loro intrico; ma non cercavamo mai di inglobarle nel mondo umano.
Poi avvenne il disastro. Nella pianura dove prima nasceva ogni specie di primizia, il terreno fu venduto, suddiviso, scavato, violato dalle ruspe, e persino sulla spiaggia, a cinque metri dal mare, sorsero orribili casamenti scuri: i `piemontesi” vennero a immergere i pallidi piedi nelle acque timorose del Mar Ligure.
Moltissime cose vennero abolite e scomparvero: ma il vecchio paese medievale riuscì a salvarsi. Arrivò all`improvviso la grande epoca turistica, che devastò l`Italia e la Francia. Intere regioni furono immolate alle divinità delle vacanze. Passarono molti anni. Le leggi italiane sull`ambiente vennero migliorate, poi peggiorate, poi di nuovo migliorate; e ora, a quanto pare, peggioreranno definitivamente, con la Riforma Regionale. Ma, da dieci o quindici anni, gli italiani (o vaste minoranze di italiani) stanno riscoprendo i nomi della natura e delle cose. Hanno compreso che le cose non sono sostituibili, come non sono sostituibili gli esseri umani. Nessuno esclude che un pino o un ulivo abbaia un`anima: che essa ci protegga teneramente; o che una pietra possa avere un significato sacro. Il mondo degli individui torna a sembrare infinito: alberi, vecchie e nuove case, macchie, pomodori, spiagge, isole, fiumi, colline, e persino cose modernissime come un orologio o una giacca, hanno diritto allo stesso rispetto che chiediamo per noi. O maggiore, perché la natura e le cose sono indifese.
Mi sembra che questa sensibilità si diffonda sempre di più: in parte in modo segreto, in parte in modo pubblico, attraverso una miriade di piccole associazioni, che si propongono di difendere un castello o una chiesa. Per un albero mozzato o vilipeso, qualcuno prova lo stesso dolore che sente per una creatura umana ferita. Molti obbietteranno che questi sentimenti finiranno per arrestare il progresso. Per conto mio, il progresso può addormentarsi o almeno assopirsi per qualche tempo, visto i disastri che ha combinato negli ultimi due secoli.
03-09-13
CONFIDENZE - 15-07-2008
Tra i Borghi piĂą Belli della Liguria
Il servizio pubblicato sul mensile `Confidenze` del 15/07/2008
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  • Servizio di \\`Confidenze\\` del 15/07/2008
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LA VOCE - Rubrica `Arte e Cultura` - luglio 2007 -
LA MUSICA DI MAHLER - Fabio CARNAGHI
Chiunque sia anche solo passato da Cervo conserva l`impressione di un ricordo che rimane indelebile nella mente ....
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  • Cervo, il mare e Gina Lagorio
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La Stampa - 27-08-2005
Sotto la luna - Stefano Pezzini
Il mare malandrino e il fascino dei vicoli nella pigna di Cervo ... (leggi l`articolo)
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  • Sotto la luna di Stefano Pezzini
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La Repubblica - sez. Cultura - 11-03-2006
La Liguria senza cemento - Pietro Citati
Le meraviglie di Cervo, piccolo borgo antico in riva al mare ... (leggi l`articolo)
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  • La Liguria senza cemento di Pietro Citati
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Repubblica - 08-08-2006
Quando i pomodori avevano un sapore - Pietro Citati
Erano il frutto supremo del Mediterraneo ... leggi l`articolo
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  • Pomodori 1.pdf
    Pomodori 1.pdf
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MARINAI D`ITALI A - rivista mensile gennaio 2001 -
CERVO: NOSTALGIA DAL MARE ... UN RICORDO - Francesco RONCALLO
Era una di quelle meravigliose serate che la Riviera Ligure sa offrire in settembre ... (leggi l`articolo)
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  • Cervo: nostalgie dal mare
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Panorama - supplemento n° 31328 del 03/07/2013
Chiesa dei Corallini a Cervo - Acustica sublime
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  • Panorama supplemento 31328/2013
    Panorama supplemento 31328/2013
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